La Bottega Ceramica – Dicono di Noi

La Bottega Ceramica

Dicono di Noi

Sin dai suoi esordi, la Bottega Ceramica di Lorenza Mignoli si è caratterizzata per la cura dei particolari, per l’attenzione all’aspetto ecologico nella ricerca dei materiali e dei colori, per la voglia di sperimentare oggetti e tecniche nuove. In queste ultime opere i tratti distintivi del carattere e della sensibilità di Lorenza si manifestano in pieno, forse per la prima volta completamente liberi da obblighi stilistici e manieristici. La tecnica Raku, tipica della tradizione giapponese, viene sapientemente rivisitata con un gusto estetico che affonda le proprie radici nel nostro Rinascimento. Così l’anarchica alchimia dei colori, tipica di questa pratica orientale, viene parzialmente a fondersi con disegni e tecniche faentine, in un gioco pieno di rimandi e suggestioni. Ma è la scelta dei materiali e il loro accostamento a caratterizzare queste opere: materiali poveri, legni grezzi e tessuti naturali a contatto con le sfumature dorate della ceramica assumono un’eleganza che ricorda il miglior Klimt. E per quanto Lorenza ami definirsi “più artigiana che artista”, non possiamo che constatare nel suo caso quanto sia labile questa distinzione!
Fabio Galliani

"Durante i laboratori e le attività con Lorenza ho notato spesso sguardi incantati soffermarsi sulle sue parole e sulle sue mani, che abilmente danno anima ad ogni pezzetto di argilla. Con chiarezza e semplicità conduce grandi e piccoli ad esplorare l'argilla, a scoprirla, a modellarla, a renderla unica e speciale, per ognuno a suo modo. Bambini irrequieti o un po'agitati la ascoltano, si fidano, danno sfogo alla loro creatività.....poi la aspettano, cercano la sua complicità e la sua esperienza per un consiglio o per il tocco finale. Gli adulti (sempre un po' scettici e stretti nei loro ruoli!!), si lasciano condurre piano piano, ma la pazienza e la capacità di mediazione di Lorenza riesce a trasformare i loro timori e le loro insicurezze in grandi entusiasmi e chiacchierate liberatorie!!! Il tempo rallenta e lo spazio si modifica, mentre si crea. La fantasia è libera e la manualità che si pensava di non avere, riemerge gradualmente ad ogni passaggio che Lorenza propone. Lei conduce con tranquillità e preparazione ogni incontro; si affianca a ciascuno con esempi pratici rispettandone la creazione...così ricordi ed emozioni prendono vita in ogni scultura, ciondolo, scatolina, vaso, castello, formella ecc.ecc. Mi è capitato di confrontarmi con lei al termine di un incontro in cui era visibile il cambiamento positivo di un partecipante o l'espressione rilassata di un bambino mentre manipolava o un atteggiamento di apertura in una relazione tra adulti. Spesso le sue parole, rispetto alle mie osservazioni e al mio stupore, sono: "...magia dell'argilla!!!" Sorrido e penso che in parte sia così, ma che principalmente sia la sua sensibilità e la sua capacità di comunicare alle persone ad infondere sicurezza, entusiasmo e serenità...e che sia Lei e la sua Arte a contribuire alla scoperta di sé."
Barbara Maini - redattrice, La Repubblica Bologna

Era un’artigiana, Lorenza, ma una professionista dell’artigianato, perché di materiale, di macchine, antiche come l’uomo, semplici, ma nobili come l’arte stessa che servono, di forni, di ossidi, di colori, Lorenza tutto sapeva, tutto conosceva per un’applicazione a copia del passato, come è tradizione di un artigianato che tramanda l’esperienza dei padri e dell’origine. Ma dal mantice spirava aria turbolenta, insofferente delle tradizione, anelante a creazione propria. L’arte di Lorenza è pura, ridente e immaginifica, che ti lascia la bocca buona e la voglia di riguardare le sue creazioni, perché ti piacciono, perché ti scaldano, perché lasciano un segno, proprio come lo strascico luccicante di quella bacchetta magica che Lorenza, donna dagli occhi bambini, ha avuto in prestito dalla sua fata personale per trasformare in realtà viva le cose morte usate nelle sue opere.
Antonio Lesi

Quello che ricordo è una bambina che giocava con gli oggetti, una bambina che faceva oggetti, manine capaci di seguire un’idea e di rappresentarla tridimensionalmente; manine che trasformavano la pasta in pani di forme strane, l’argilla in figure, il legno in oggettini da commercializzare a scuola. E poi, colore, colore a dar luce e vita alle piccole opere, un colore vivo, gioioso.
Antonio Lesi