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Narrare per vendere. Emozioni a portata di clic

Sapevate che raccontare storie può aiutare a vendere i vostri prodotti creativi? Scoprite come si fa

Da piccola mi piaceva da matti la favola di Gobbolino. Ve la ricordate? Avevo ereditato i Raccontastorie da mia sorella e, tutte le volte che mi ammalavo, trascorrevo le ore a sentire la storia di questo dolce gatto di strega che voleva diventare un gatto di casa. Mi ero talmente affezionata a Gobbolino che, anche se sapevo la trama a memoria, ogni volta era come fosse la prima: stesse ansie, stessi timori, stessi sorrisi per il lieto fine.

Lo so a cosa state pensando: cosa caspita c’entra la storia di Gobbolino con l’artigianato e la scrittura? C’entra eccome. Usare le tecniche della narrazione per raccontare un prodotto (o un marchio), può essere molto utile per avvicinare a noi i potenziali clienti, farli immedesimare nel mondo da noi descritto e, piano piano, invogliarli a comprare quello che stiamo offrendo.

Non ci credete? Vediamo più nel dettaglio cosa vuol dire “narrare un prodotto” e come usare il racconto per la nostra attività creativa.

Cosa significa, in pratica, usare la narrazione per vendere

Le storie piacciono. Le storie coinvolgono. Le storie emozionano e sensibilizzano su certi temi. Le storie influenzano le scelte dei consumatori.

Ma come può essere usata la narrazione per raccontare un marchio? Ci sono tanti modi per farlo: parlare di un episodio importante che ha caratterizzato la storia del brand, inventarsi una situazione molto vicina alla realtà in cui qualcuno ha risolto un problema grazie al vostro prodotto, usare la scrittura per suscitare sentimenti positivi o spiegare concetti complessi.

Ecco qualche consiglio per iniziare a sfruttare la narrazione per la vostra attività:

Semplice è meglio.

Non c’è bisogno di creare chissà che storia. Ogni narrazione ha un inizio, uno sviluppo e una fine. Le storie più memorabili sono proprio quelle più semplici, quelle in cui il lettore riesce ad identificarsi a pieno. Quando la persona vi legge dovrebbe pensare:“ehy, ma quello lì, Oscar, mi somiglia molto. Ha il mio stesso problema e, guarda caso, è riuscito a risolvere comprando X. Adesso fa molto più in fretta a fare Y”. Un po’ più chiaro il concetto? Usate situazioni famigliari e conosciute, lasciatevi ispirare da modelli che già esistono e funzionano.

Mettete il lettore al centro.

Indovinate un po’? Non siete voi i personaggi principali del vostro racconto, non ucciderete nessun drago e non sposerete nessuna bella fanciulla (delusi?). Il protagonista della narrazione deve essere il vostro cliente ideale. È lui che lotta contro qualcosa (la sua pigrizia) che lo ostacola nel raggiungere il suo obiettivo (perdere 5 chili in 3 mesi). Il vostro ruolo? Fare gli aiutanti. Siete voi con il vostro prodotto (dieta su misura) che aiutate il protagonista a raggiungere il traguardo. E a vincere.

Emozionate.

Non abbiate paura di suscitare emozioni. Usate la scrittura per esprimere ilarità. Trasmettete passione e desiderio. I consumatori apprezzeranno e non vi lasceranno più. Se siete riusciti a coinvolgere davvero il vostro lettore, siete già sulla buona strada perché lui si affezioni a voi.

Evitate la noia.

Quanto è soporifero leggere un testo che dà informazioni in modo tecnico, descrittivo, magari in maniera simile a quella di un concorrente? Le persone hanno bisogno di essere stupite e stimolate mentre sono alle prese con altre milioni di cose: scrivere una mail, prendere il caffè davanti al PC, rispondere alla chat su Facebook, leggere le notizie di cronaca.

Siate credibili.

Raccontare storie non vuol dire raccontare bugie. Fate in modo di creare contenuti che abbiano un valore per chi li leggerà e che siano in grado di dare una soluzione ad un problema che stanno tentando di risolvere. Parole chiave da stampare ed appendere al muro: chiarezza e coerenza.

Tre esempi di storie coi fiocchi

Prima di dare il via ai commenti, voglio lasciarvi con tre esempi di narrazione che possono darvi qualche spunto per incominciare col piede giusto.

1. Google Reunion Story

Per promuovere in India il suo motore di ricerca, Google è partito da un fatto storico e ci ha costruito la narrazione intorno. Il video racconta di due amici, Yusuf e Baldev, separati decine di anni prima dalla guerra in Pakistan, che sono riusciti a ritrovarsi grazie a delle ricerche su Google. Tutti felici e contenti, Google si prende il merito di essere talmente potente da riunire persone lontane (il famoso aiutante, ricordate?).

Ecco qui il video:

Cosa imparare dalla storia di Google:

  • disegnate il cliente come il vincitore del racconto
  • definite il vostro brand come aiutante
  • partite da un fatto realmente accaduto per rendere la vicenda più veritiera
2. Maternità e freelance

Le storie possono essere molto utili anche per semplificare concetti che da soli sarebbero difficili da capire. Tatiana Cazzaro, copywriter relazionale, usa la narrazione in questo post per spiegare a tutte le future mamme freelance come funziona il congedo di maternità.

Nell’articolo non compaiono i classici termini burocratici che troviamo sui siti istituzionali, ma leggiamo con piacere il racconto di Chiara e Sara, due donne comuni (come potremmo essere noi) che stanno per diventare mamme e sono alle prese con la domanda per l’indennità di maternità.

Il testo è chiaro e lineare, senza la narrazione sarebbe stato il solito contenuto noioso, con espressioni tecniche che generano confusione e incomprensioni.

Cosa imparare dalla storia di Tatiana:

  • usate la narrazione per raccontare le cose difficili
  • create una storia semplice come questa, senza tanti fronzoli ma efficace
  • fate esempi famigliari, le persone si immedesimeranno meglio nel racconto
3. Coco Chanel

Ok, fin qui abbiamo detto che la narrazione deve avere il cliente come protagonista del racconto. Come in molti casi, le regole esistono per essere infrante :). Coco Chanel, ad esempio, ha realizzato un video per raccontare la sua storia prima di diventare un’icona di stile ed eleganza.

E lo fa molto bene, mettendo in mostra sì le qualità della stilista ma anche le sue debolezze e le sue difficoltà, che hanno contribuito a farla diventare quello che è.

Cosa imparare dalla storia di Coco Chanel:

  • umanizzate il vostro brand
  • non abbiate paura di far vedere le vostre debolezze
  • fate affezionare le persone a voi e al vostro prodotto per quello che siete davvero

Tutto chiaro? Se qualcosa non vi torna scrivetemelo nei commenti.

Sono qui per voi.

Articolo a cura di Silvia Sola. 

“Da piccola volevo fare la benzinaia e invece aiuto i piccoli business a crescere attraverso le parole.  Amo i dolci e compro (troppi) vestiti.”

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Un pensiero su “Narrare per vendere. Emozioni a portata di clic

  1. Ti ringrazio per gli esempi di narrazione che hai riportato in questo post!
    Mi hanno davvero aiutato a capire meglio come adattare la narrazione al brand!

    Romina

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