Rilegato a Mano – Dicono di Noi

Rilegato a Mano

Dicono di Noi

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Libri “Fantastici”, Marzo 2015

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Il Biellese, Maggio 2015

 

Noi italiani siamo sempre molto bravi nel non valorizzare il nostro patrimonio culturale, e non solo, forse per poca cultura, poco coraggio e voglia di investire [...] ma, proprio per andar controcorrente, vi parlo di un piccolo angolo nella via principale del Borgo Medievale di Biella, il famoso Piazzo. Proprio là, un piccolo laboratorio si erge a paladino della freschezza giovanile, della voglia di emergere in una zona un pò in declino e provare a rovesciare questa orrida tendenza.
Giulio Pedrana, per FuturArkestra, Dicembre 2014
https://futurarkestra.wordpress.com/2014/12/20/tesori-biellesi-rilegatoamano/

 

“Francesca Premoli ama i libri. I libri le hanno contagiato una passione infinita per le piccole cose, per i dettagli, e la sua famiglia ha fatto il resto, trasmettendole l’amore per l’arte. Un giorno come gli altri ha realizzato che voleva e doveva diventare un restauratore. Il giorno in cui ha lavato la sua prima incisione è stato il punto di non ritorno: la magia della carta l’ha portata a studiare il libro, la legatura, ad incontri decisivi che l’hanno spinta a credere sempre più in se stessa e nella sua passione. L’inizio non è stato facile, come in ogni storia, un intenso anno di lavoro e poi di nuovo in balia dell’incertezza. Viaggi verso l’estero, colloqui, e poi la decisione più difficile: rientrare a Biella, nella sua città natale, e reinventarsi da zero. Un concorso l’ha portata al Ricetto di Candelo, dove le prospettive si sono ampliate: ideazione e design del volume, un nuovo modo di lavorare con creatività ed immaginazione che la porta alla realizzazione di pezzi unici.Si definisce un’artigiana laureata, e rimane sempre stupita dell’interesse che una professione, o meglio dire una passione come la sua susciti: tanti messaggi splendidi, che le regalano il coraggio di non allontanarsi dalle sue passioni. Per Francesca, bisogna valorizzare la realtà delle arti e delle relazioni umane. La tecnologia è uno strumento fondamentale per non far cadere nell’oblìo gli antichi mestieri, ma deve procedere di pari passo ad un contatto diretto con l’artista: bisogna avere il coraggio di aprire i propri atelier sulla strada, e parlare dei propri saperi senza più avere il timore di lasciar trapelare i propri segreti. Altrimenti, si continuerà a dimenticare.”
ItaliacheCambia.org
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